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Dentro il Servizio di Ambulanza

il racconto di Andrea Bigi





Il mondo dell’emergenza sanitaria è fatto di rapidità, decisioni complesse e grande umanità. A raccontarcelo è Andrea Bigi, oggi Capo Servizio Operativo del Servizio Ambulanza del Mendrisiotto (SAM), che da oltre vent’anni vive ogni giorno la realtà del soccorso.


Ogni intervento inizia da una chiamata


Nel soccorso pre-ospedaliero, nulla è mai davvero routine. Lo ricorda Bigi quando afferma:


“Tipica, è un po’ una parola strana perché tutte le nostre missioni sono differenti”.

Tutto ha origine con una telefonata al 144, quando una persona segnala un malore o una difficoltà. L’operatore valuta l’urgenza e attiva i mezzi necessari: ambulanza, automedica o altri supporti. Da quel momento, parte una vera e propria corsa contro il tempo, con una regola chiara:


“In caso di urgenza i nostri soccorritori devono uscire entro 120 secondi”.

Una terapia intensiva che si muove sul territorio


Quando l’equipaggio raggiunge il luogo dell’intervento, inizia la presa in carico del paziente. Andrea Bigi descrive l’ambulanza come:


“Una piccola cura intense che si muove dal paziente”.

Qui si effettuano atti medico-delegati, si avvia la terapia necessaria e si stabilisce la destinazione più adatta: un pronto soccorso, un centro specialistico oppure, in alcuni casi, nessun trasporto.


Il lavoro continua durante il tragitto e si conclude con la consegna in ospedale, la documentazione dell’intervento e il ripristino completo del mezzo.


Analisi, procedure e miglioramento continuo


La qualità del soccorso non si ferma al momento dell’intervento. In situazioni particolari, si organizza un confronto strutturato con tutto il team coinvolto:


“Facciamo un debriefing tramite uno strumento che si chiama after action review”.

Questo permette di evidenziare punti di forza, criticità e miglioramenti possibili, mantenendo elevati gli standard del servizio.


Il ruolo del capo servizio operativo


Come responsabile operativo, Bigi coordina processi, procedure, tempi di intervento e gestione del servizio. Una posizione che richiede visione, organizzazione e capacità decisionale. Ma rimane forte il legame con il campo, soprattutto nella funzione di capo intervento regionale, dove entra in gioco anche la gestione tattica:


“Il paziente sempre al centro del nostro disegno, della nostra attività”.

Un principio guida che rimane costante anche nelle condizioni più difficili: interventi notturni, pioggia, neve o scenari complessi.


Una vocazione nata a 15 anni


L’amore per il soccorso nasce presto, durante uno stage alla Croce Verde Lugano. Da lì, Andrea Bigi entra nella prima formazione svizzera per soccorritori professionali, poi approda al SAM nel 2001. Anni di attività lo portano prima nella formazione, poi nella gestione dei mezzi, dei materiali e dell’organizzazione operativa.

Nel 2019 arriva il concorso che lo nomina Capo Servizio Operativo. Un incarico assunto poco prima dell’arrivo del Covid, un periodo che definisce così:


“Siamo stati svezzati abbastanza in fretta… ci siamo temprati”.

Da allora, la sua attività si concentra sulla gestione, sulla supervisione degli interventi complessi e sulla formazione continua.


Una carriera fatta di passione e responsabilità

Il percorso di Andrea Bigi racconta un mondo in cui professionalità, tempestività e capacità di adattamento si fondono con una profonda vocazione al servizio. Una visione che si riflette in ogni scelta, in ogni procedura e in ogni intervento.


Un richiamo costante a ciò che davvero conta: la persona che ha bisogno di aiuto.

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